Izis Bidermanas, street photography e fotografia umanista.

Ritratto di Jacques Prévert.
(1950) Fotografia alla gelatina di bromuro d’argento

“La fotocamera di Izis è una scatola magica. Dalle sue mani fioriscono come per incanto esseri e cose che si aprono e si animano come quei fiori di carta giapponesi che, posti in un bicchier d’ acqua, diventano all’ istante esseri o cose di un immediato passato. Più tardi, deposte fra le pagine di un libro, sembrano dormire nei loro letti di carta. Ma il lettore apre il libro e le ridesta alla vita quando vuole, e le riconosce anche se non le ha mai viste prima”.

(Jacques Prévert)

La fotografia umanista è stata una corrente fotografica europea, prevalentemente francese, che poneva al centro delle proprie ricerche l’essere umano inserito nei suoi vari contesti sociali. Parigi fu la capitale di questo fenomeno e attrasse numerosi artisti, scrittori e fotografi da ogni parte del mondo.

A differenza del fotogiornalismo, la fotografia umanista si discostava per la tendenza ad osservare maggiormente il quotidiano, la strada e, in non pochi casi, porre particolare attenzione alle classi sottoproletarie e alla condizione di svantaggio sociale.

Nato a Marijampole, Lituania, nel 1911, Izis si appassionò sin da giovane alla pittura. Attratto come molti suoi contemporanei dalla Parigi, si trasferì in Francia nel 1930, privo di mezzi e senza conoscere una parola di francese.

Inizialmente, Izis si stabilì in un rifugio di Montmartre per lavoratori ebrei, fondato dalla famiglia Rothschild, e frequentò un ristorante studentesco nel sesto arrondissement dove si parlava yiddish. Per sopravvivere, lavorò come modesto ritoccatore di foto in studi fotografici privi di una missione artistica. Durante gli anni di occupazione tedesca, Izis e la sua famiglia si nascosero fuori da Limoges. Arrestato e torturato dai nazisti, Izis fu liberato dai combattenti della Resistenza francese e si unì successivamente alla Résistance. I membri della sua famiglia rimasti in Lituania, tra cui i genitori e il fratello, perirono tutti tragicamente.

Proprio come Brassaï, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis, Izis è considerato tra i più grandi fotografi umanisti della sua generazione. E’ stato reporter del Paris Match per circa 20 anni ed il suo lavoro è incentrato sul dialogo tra immagini e parole con una particolare attenzione per i personaggi di livello secondario.

Jean Cocteau, Colette, Edith Piaf o Grace Kelly sono solo alcune delle celebrità immortalate dal fotografo.


Marco e Domenico, fotografi, appassionati divulgatori, hanno deciso di condividere con voi le loro frequenti chiacchierate e straparlare in modo leggero di fotografia in un podcast.
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